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domenica 12 luglio 2015

Riso Venere con Salmone, Avocado, Zenzero e Lime



"Gabriele e Sofia erano uno davanti all'altra, intenti nella loro conversazione, mentre i loro sguardi, le loro movenze ed i toni delle loro voci tradivano quella speciale attrazione che sin da subito era nata tra loro.
La luce del giorno entrava prepotente dalla finestra e, osservando la stanza in controluce, le teste dei due bambini sembravano i contorni di un paesaggio collinare.

La natura è spesso impietosa, indifferente, beffarda e bizzarra. Giornata radiose per la gioia che abbiamo dentro si propongono magari come uggiose esprimendo la strafottenza del mondo: cielo cupo e pioggia che cade fitta sui vetri delle nostre finestre e delle nostre auto come fosse un pianto disperato e incessante. Giornate che vorresti fossero le ultime si beffano di noi con un sole brillante e spavaldo, accompagnate da un cielo terso che ci ricorda di dover vivere.
Adesso, nella stanza di Gabriele, quella luce così prepotente ad esaltare i contorni impoveriti dal male dei due bambini, sembrava proprio un segno di una natura irriverente, ma pensandoci bene, forse non era così.
Dove ci sono dei bambini è giusto che ci sia comunque il sole. Il dolore, la sofferenza e la disperazione sono solo in quella stanza di ospedale, ma i loro faccini così impegnati conversazione e nei goffi approcci di una sessualità ancora pura ed essenziale meritano di essere illuminati dal sole più brillante."

da In punta di Piedi  di R.Betti-E.Biagi-F.Abbate




Un'ottima idea per queste giornate di caldo torrido per un riso freddo alternativo o un'idea per un antipasto chic se avete ospiti.
Non avendo l'abbattitore per essere tranquilla con l'utilizzo del salmone crudo, ho preso quello surgelato e quindi sicuro dal rischio parassiti.







Ingredienti per 6 persone
500 g di riso venere
500 g. di salmone (sottoposto ad abbattimento termico)
2 avocados medi
3 lime 
70 g di zenzero fresco
1 cipollotto fresco
salsa di soia
olio extra vergine d'oliva
sale

Procedimento: Cuocere il riso in abbondante acqua bollente salata, quindi raffreddarlo con acqua fresca e ghiaccio per bloccarne la cottura.
Nel frattempo pulire gli avocados e tagliarli a cubetti, e fare lo stesso anche per il salmone. Battere sottilmente il cipollotto e lo zenzero. In una ciotola capiente
mescolare il riso con il salmone, l'avocado, il cipollotto e lo zenzero, aggiungere il succo del lime, 4 cucchiai d'olio e 5 cucchiai di salsa di soia. Mescolare bene
e lasciare insaporire in frigo per una mezzoretta e poi servire fresco decorando con fette di lime

martedì 5 maggio 2015

Linguine con bottarga, zucchine grigliate e zenzero


E' vero,imparare ad amarsi è difficile, e questo è quanto.
Bisogna rispettare l'orologio del cuore,

prendere le distanze, ascoltare la propria fragilità.
E'così delicato, il mondo che custodiamo:
non si può avere fretta.
C'è un percorso da compiere.
Lungo o breve che sia, dobbiamo seguirne le curve, le salite,

i tratti più insidiosi, assecondare il tempo e il mutare delle stagioni.
E con fatica, prima o poi qualcosa succederà.
Non sappiamo mai quanto manchi all'arrivo.
Può essere questione di minuti, si può aspettare lustri o ci si può morire.


da "Trent'anni e una chiacchierata con papà" di Tiziano Ferro




Ingredienti per due persone:
160 g di linguine 
2 zucchine 
2 filetti d'acciuga sott'olio
olio extra vergine d'oliva
bottarga
zenzero
sale 

Preparazione:
Mettere a bollire l'acqua. Nel frattempo lavare e tagliare le zucchine a fette sottili e grigliarle su una piastra.
Quando l'acqua bolle salare e buttare le linguine.  
Poi in una padella antiaderente far sciogliere i filetti d'acciuga in un po' d'olio d'oliva, quindi aggiungere le zucchine grigliate e a fuoco spento due cucchiai di Bottarga o anche un po' di più se la volete più saporita.
Scolare le linguine al dente, versarle direttamente nella padella e proseguire la cottura per un paio di minuti aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua di cottura, che avrete tenuto da parte. Servire con un po' di zenzero fresco grattugiato e una spolverata di bottarga 


mercoledì 11 giugno 2014

Quiche all'indivia


Loro vivevano nella felicità. Erano state educate, forse da genitori affettuosi, a non oltrepassare mai i limiti di quella felicità, a qualunque cosa si applicassero. Così non conoscevano veramente la gioia. Non si può scegliere tra queste forme di vita. Ognuno vive solo come sa. Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli. Non è mica una cosa da disprezzare.
....................
Una vita così non mi dispiacerebbe. E' facile, è bella. Io invece, quando sono stanca di tutto, quando ho i brufoli, quando di notte avverto la solitudine e telefono a tutti gli amici ma nessuno risponde, odio la mia nascita, la mia educazione , la mia stessa vita.
Però quell'estate meravigliosa in questa cucina....
Ogni giorno ero eccitata al pensiero delle sfide che mi aspettavano il giorno dopo...
Dopo aver conosciuto una gioia simile non posso tornare indietro.
Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo. Per questo è così la mia vita.

da Kitchen di Banana Yoshimoto








Io amo le verdure e le torte salate, questa é ottima sia appena sfornata, che fredda specialmente in questa stagione. Un'idea in più per un picnic oppure perfetta da mettere nella "schiscetta" per la pausa pranzo
Ingredienti:
n. 1 rotolo di pasta sfoglia oppure di pasta brisée
n. 2 ceppi di indivia
100 g di speck a dadini
1 scalogno
125 ml di panna fresca
100 g di grana padano
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe

Procedimento:
In una padella antiaderente soffriggere in poco olio lo scalogno tritato, lo speck e l'indivia, lavata e tagliata sottilmente. Nel frattempo in una ciotola, sbattere l'uovo con la panna, il parmigiano, sale e pepe.
Srotolare la pasta sfoglia su una teglia, bucherellarla con i rebbi di una forchetta e versarvi sopra l'indivia e poi la panna. 
Cuocere in forno già caldo a 220° per 15- 20 minuti

martedì 25 marzo 2014

Bloggalline... cinquanta sfumature di foodblogger al Boscolo Etoile Academy

Quante facce felici! Quanti abbracci, strette di mano, quanti sorrisi che bello trovarsi e ritrovarsi tra bloggalline! 
Cinquanta di noi che si ritrovano per conoscersi o per conoscersi meglio ognuna di noi diversa dall'altra ma unite nella stessa passione!
E' sempre difficile spiegare la magia e l'energia che si scatena quando ci incontriamo, si può solo viverla...
Certo che se poi si può farlo in una cornice meravigliosa come Tuscania e riuscire a farlo grazie all'impeccabile organizzazione di Monica, presso la prestigiosa scuola di cucina Boscolo Etoile Academy allora come dire: 
che vuoi di più dalla vita?!



Il Maestro Rossano Boscolo,  un'aula al Boscolo Etoile Academy,
 la veduta dalla finestra della nostra camere
solo una piccola parte del meraviglioso aperitivo


suddivise in gruppi abbiamo potuto seguire corsi diversi ed eccoci al lavoro con la pasta fresca e lo Chef Giuseppe che ci spiega la tecnica per fare delle orecchiette perfette!
Lara, Cristina,  Chef Giuseppe, Sandra, Clara, Io

Max, Patrizia, Io, Sandra, Cristina, Clara, Patrizia, Lara


ho scoperto che preparare le orecchiette non è semplice per nulla, ne ho dovute fare un'infinita prima di riuscire a farne una con una forma decente, ma alla fine, mia nonna sarebbe fiera di me!!!


                                  con una certa soddisfazione...





            ed ecco le mie adorabili compagne di viaggio, Clara e Cristina 



mi sono resa conto di aver fatto pochissime foto, certo mi sono goduta ogni istante ma non ho neanche una foto con la mia compagna di stanza Giulia e con molte delle mie amate gallinelle...


p.s. un grazie speciale a Valentina per la magnifica torta con la quale abbiamo festeggiato il primo anno di bloggalline e per i biscottini!

ph Monica Zacchia

lunedì 10 marzo 2014

Hamburger di carne scozzese

Venerdì bellissima serata organizzata da Nicoletta Negri con il consorzio QMS Quality Meat Scotland alla scoperta della carne scozzese.
Per insegnarci a valorizzarla al meglio ha tenuto una lezione di cucina il bravissimo Sergio Barzetti che con il suo modo semplice e unico ci ha dato tantissime idee non solo sulla preparazione della carne ma proponendoci anche tante salsine d'accompagnamento.
...e poi chiaramente non potevano mancare tante amiche foodblogger con le quali abbiamo condiviso il nostro amore per la cucina ed il nostro essere irrecuperabilmente bloggalline.
Grazie ad Alessandra, Alessia, Clara, Cristina, Danila, Giovanna, Francesca, Sandra, Sara, Tania, Vaty



                     Una delle creazione del Maestro Sergio Barzetti







ed ecco la mia creazione: un hamburger con carne di manzo scozzese, cipollotto e senape, cotto avvolto nella pancetta e servito con la crema di avocado creata dal Maestro Sergio Barzetti e con una pioggia di deliziose patatine 
Kettle Chips




ph. Francesca Riva
ed ecco poi tutte insieme le nostre creature fotografate da Francesca Riva che è stata la vincitrice della serata, il suo piatto è stato scelto e premiato dagli esperti
                                                                                      

lunedì 6 gennaio 2014

Il polpettone

Rileggevo il primo post del 2013 e partecipando al giveaway di Elle "Change your perspective" avevo parlato dei miei buoni propositi per l'anno e delle due parole che da un po' mi accompagnano "consapevolezza" e "cambiamento"
e devo dire che dolorosamente ma ho mantenuto i miei propositi... 
Per tanto tempo ho evitato la consapevolezza pensando che non fermarmi ad ascoltarmi sarebbe stato più facile mi avrebbe resa più felice ma non è così è stato solo un rimandare un'inevitabile resa dei conti con me stessa.
Quest'anno invece ho cercato di non essere spettatrice della mia vita ma di viverla, di cambiarla, di non accontentarmi e di non fermarmi, ho fatto mille cose e mi sono messa alla prova su tanti fronti, spesso perdendo o sbagliando.
Magari avrò fatto errori irrimediabili ma certamente non mi sono tirata indietro
dalla vita l'ho guardata negli occhi, mi sono fatta delle domande e anche se non ho tutte le risposte è un inizio...

...e per alleggerire (si fa per dire) ecco "Il polpettone" uno dei piatti preferiti di Gianluca




Ingredienti:
600 g di carne trita di vitellone
300 g di salsiccia
200 g di mortadella di Bologna
3 uova
150 g di grana padano
100 g di pangrattato
1 spicchio d'aglio
sale e pepe
1 carota piccola
mezza costa di sedano
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco 
1 bicchiere di brodo caldo
olio extra vergine d'oliva

Procedimento:
Tritare finemente la mortadella e lo spicchio d'aglio, meglio se con un mixer,
quindi in una ciotola capiente amalgamare bene la crema di mortadella, la carne trita e la salsiccia liberata dalla pelle quindi aggiungere sale e pepe, le uova, il grana grattugiato ed il pangrattato. Amalgamare l'impasto di modo che sia ben uniforme e poi versarlo su un piano di lavoro e con le mani dargli una forma cilindrica e rotolarlo nel pangrattato.
In una padella antiaderente adatta a contenere il polpettone far soffriggere la carota, il sedano e lo scalogno tritati, quindi alzare leggermente la fiamma e mettere in padella il polpettone, farlo rosolare bene su tutti i lati quindi sfumare con il vino e dopo 5 minuti abbassare la fiamma e continuare la cottura a fuoco lento bagnando di tanto in tanto con il vino bianco. Cuocere per almeno un'ora e mezza.


domenica 17 novembre 2013

Bloggalline a Milano

Ieri le bloggalline hanno invaso Milano con i loro sorrisi e Milano ci ha accolto con una splendida e inaspettata giornata di sole.
Ho vissuto così tante emozioni che oggi fatico a rientrare nella normalità, come dice la mia amica Silvia "sto a mille" un'espressione che spiega bene quella sensazione di euforia che ci ha contagiate!
E' stato bello scoprire i visi che si nascondono dietro i blog e le donne che in alcuni casi già conoscevo attraverso i propri post e a cui ora posso dare un volto, una voce.
E' stata una giornata piena di abbracci e chiacchere spensierate ma non solo, perché siamo galline ma non oche e così tra le parole leggere sulla cucina ci siamo raccontate cose di noi, delle nostre vite, delle nostre esperienze, delle nostre famiglie in una condivisione che non è poi così scontata quando ci si vede per la prima volta ma è stata naturale, forse proprio perchè un po' ci conoscevamo già, forse perchè è quello che in fondo facciamo nei nostri blog e che ci accomuna e che ci rende così simili eppure così diverse, ognuna unica e speciale.
Vorrei ringraziare tutte, tutte, tutte le gallinelle soprattutto quelle che hanno organizzato impeccabilmente quest'incontro e sono certa che nessuna se la prenderà se ringrazio particolarmente Vaty, perchè lei è l'anima e il cuore pulsante di tutte noi, instancabile e generosa, una donna davvero speciale.


                  un po' di noi...


...Vaty grazie anche per le foto


sabato 19 gennaio 2013


Vivi!

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!

Charlie Chaplin

dal blog per assenza esisto di Angelica


martedì 15 gennaio 2013

Costolette d'agnello con salsa d'avocado




L'agnello è una carne dal sapore un po' particolare, io la trovo buonissima e anche il mio piccolo buongustaio la apprezza, secondo me è sempre una buona idea farla marinare un po' con le spezie e abbinarla con salse fresche che ne contrastano il sapore un po' forte, ecco un'idea....

Ingredienti per 3 persone:
9 costolette d'agnello
rosmarino, timo, ginepro
mezzo bicchiere di aceto di mele
1 avocado maturo
1 cipollotto fresco
1 limone
1 cucchiaio di maionese
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva

Procedimento:
Mettere l'agnello a marinare per almeno due ore in una ciotola con pochissimo olio, l'aceto di mele, le bacche di ginepro, rosmarino, timo, sale e pepe.
Nel frattempo preparare la salsa: sbucciare l'avocado, tagliarlo a pezzi e frullarlo con il succo del limone, 3 cucchiai d'olio, 1 cucchiaio di maionese, il cipollotto tritato e un pizzico di sale.
Cuocere l'agnello trasferendo direttamente la marinata in una padella antiaderente, all'inizio a fuoco alto per rosolarlo poi abbassare il fuoco e cuocere per una ventina di minuti, infine alzare ancora un po' la fiamma per colorire bene le costolette.
Servire con la salsa d'avocado e un'insalatina.





































Questo inizio dell'anno è stato un po' complicato, di solito a Gennaio si riparte carichi di energie, io mi sento un po' stanca e vuota, un po' in crisi, un'amica mi ha dato ottimi spunti di riflessione... mi ha ricordato il valore della consapevolezza che è la strada che ci porta al cambiamento.
Il cambiamento dovrebbe essere una cosa positiva, una crescita, ma nella vita qualche volta è stato foriero di dolore e quindi è una cosa che in modo istintivo mi spaventa e quando mi faccio sopraffare da questa paura finisco per non vivere pienamente la mia vita, e mi rendo conto di essere ferma quasi in attesa, spettatrice della mia vita ed ho la sensazione di subirla, la vita, quasi di guardarla come fosse un film, bene proverò a seguire i saggi consigli di Giovanna e proverò ad ascoltare di più il mio cuore e i suoi desideri, cercando di cambiare ciò che nella mia vita non mi piace o non mi rende felice.
Con questa riflessione Elle ti ho raccontato come voglio provare a cambiare la mia prospettiva...



                    Change your perspective di Limone e Stracciatella

martedì 27 novembre 2012

The versatile blogger



Sabato ho avuto una bellissima sorpresa: ho ricevuto da Amelie IL CAFFE' DELLE DONNE  il premio The Versatile Blogger, sono molto emozionata perché è il primo premio che ricevo e  sono felice di averlo ricevuto da lei perché apprezzo molto il suo blog che è veramente molto "Soul"
Rispettando le regole del premio racconto 7 cose di me...questo si che è difficile!

1) sono mamma in tanti sensi 
2) sono innamorata
3) ho un'amica meravigliosa, che mi sostiene e mi incoraggia sempre e 
    comunque
4) sono sempre alla ricerca di qualcosa
5) mi piace cucinare, leggere e guardare la tv di notte
6) adoro andare al cinema e sprofondata nella poltrona farmi travolgere 
    dalle emozioni
7) non amo chi sorride sempre e per forza 

e offro il premio a:

http://limonestracciatella.blogspot.it/
http://capricciosaepasticcionaincucina.blogspot.it/
http://www.lennesimoblogdicucina.com/
http://www.panperfocacciablog.com/
http://fiordirosmarino.blogspot.it/
http://incucinacongioia.blogspot.it/
http://www.ariaincucina.com/
http://www.nidaleaeilgiardinodeilimoni.it/
http://torsolo-di-mela.blogspot.it/
http://viaggiarecomemangiare.blogspot.it/
http://floetflaire.blogspot.it/
http://pensierinpentola.blogspot.it/
http://13atavola.blogspot.it/
http://martisweetnsour.blogspot.it/
http://mangiamocisu.blogspot.it/

anche se alcune lo hanno già ricevuto, un premio virtuale non è mai di troppo

mercoledì 21 novembre 2012

I numeri primi

I numeri primi sono divisibili solo per uno e per se stessi.
Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti tra due, ma un passo in la rispetto agli altri.
Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci  fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana.
Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe
piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma per qualche motivo non ne fossero capaci.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi, quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’avava mai detto.

da La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano



domenica 18 novembre 2012

Kitchen


Capii che io non ero il centro  del mondo.
La quota di sofferenze nella vita non variava certo in rapporto a me.
Non ero io che potevo decidere.
Allora pensai, tanto vale godersi, per quanto era possibile, il resto

...così diventai donna...

I momenti felici e i momenti tristi erano troppo intensi, era impossibile conciliare quell'intensità con la vita di tutti i giorni.
...l'esperienza di quei mesi mi era penetrata nell'anima e mi aveva cambiato.
La principessa viziata e amata che ero stata si era così allontanata, che potevo vedere la sua immagine solo nello specchio.
Guardando dal finestrino del treno il paesaggio sereno che si allontanava rapido, respirai la distanza sconfinata che si apriva dentro di me.

da Kitchen di Banana Yoshimoto

martedì 6 novembre 2012

Ci sei, anche quando non ci sei



Mi piace credere
che a volte mi pensi
come capita a me,
che a tratti ti manco e
che se non ci sei è solo
perché non puoi.

Che ti appartiene
lo stesso desiderio,
che il tempo che ci divide
a volte è un tormento
a volte nostalgia
un dipinto fatto di noi.

Che la notte a volte ti manco,
che appartengo ad un sogno,
che se nulla avviene
è solo perché non puoi.

Mi piace credere
che un giorno ti rivedrò
guardandoti negli occhi,
trovando un po' di me.

Che comprenderai
il posto che occupi
e l'immenso che sei.

Mi piace credere
che un giorno
mi vedrai veramente
per quella che sono
con difetti e pregi.

E con la voglia di abbracciarmi
mi stringerai a te guardandomi
con gli occhi e con l'anima
di chi un po' mi ama.

di Silvana Stremiz




venerdì 26 ottobre 2012

La cucina

Del mio castello sono la regina
Ed il mio regno e' la cucina 
Il corridoio e' una lunga galleria 
Alla fine trovo lei a farmi compagnia 
Ah, anche oggi non va lei mi consola
e io sto bene cosi' ORA!

...........................

Non c'e' un altro posto al mondo ORA 
Che mi fa star meglio della mia cucina 
Se mi crolla tutto addosso ORA 
Lei rimane in piedi ed io non sono sola

Del mio castello sono la regina 
Ed il mio regno e' la cucina 
Io ci trovo un sogno forse roba da poco 
Puoi trovare chi ti pare questo e' il bello del gioco

..........................

Non c'e' un altro posto al mondo ORA 
Che mi fa star meglio della mia cucina 
Se mi crolla tutto addosso ORA 
Lei rimane in piedi ed io non sono sola

da La cucina di I. Grandi

domenica 21 ottobre 2012

Leggere


...leggere mette in moto tutto dentro di te:
fantasia, emozioni, sentimenti
e' un'apertura dei sensi verso il mondo,
è un vedere e riconoscere cose che ti appartengono
e che rischiano di non essere viste,
ci fa scoprire l'anima delle cose.
Leggere significa trovare le parole giuste,
quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi
a dare una forma
trovare una descrizione 
a ciò che tu facevi fatica a descrivere 
nei libri le parole degli altri
risuonano come un eco dentro di noi
perché c'erano già.

da
Il tempo che vorrei
F. Volo
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